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Rasoio che grazie alle sue lame riscaldanti permette di ottenere una rasatura più veloce e profonda con meno irritazioni.
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antisismico

Sono Vincenzo Casa, buon giorno. sono titolare ed inventore di un isolatore sismico, antisismico di cui al titolo, brevetto n. WO2016151529, pubblicato il 27/09/2016, con priorità di estensione in diversi stati. Tutta la documentazione relativa alla pubblicazione dello stesso è visibile su Internet, digitando WO2016151529. E' visibile anche un breve video dello stesso, digitando su Internet e su You Tube, " Antisismico su rulli autocentranti per gravità ".
Lo scopo principe di quanto sopra è quello di far conoscere l'esistenza di detto brevetto a persone interessate a volerlo immettere sul mercato.
Sono fiducioso che detto brevetto trova il giusto apprezzamento e accoglimento nel mercato.
In fiduciosa attesa, distinti saluti, Vincenzo.
Per info.
Vincenzo Casa
via Zinchì, 34
93012 Gela (CL)
Tel. e fax n. 0933 912700
Cell. 3392849609


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Data dom 06/25/2017 @ 11:50
Autore Vincenzo Casa
Email geomvincenzocasa@gmail.com
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BastaMozziconi - progettobuttO

PROGETTOBUTTO PER LA SALVAGUARDIA AMBIENTALE DAI MOZZICONI
RACCOLTA DIFFERENZIATA - SMALTIMENTO - RECUPERO - RICICLO.

Vogliamo occuparci di inquinamento ambientale e l' entrata in vigore (15/02/2016)
della legge sul divieto di gettare a terra i mozziconi di sigarette e l'obbligo deiComuni ad installare sul territorio dei raccoglitori di mozziconi per applicare l’eventuale sanzione amministrativa per chi li getta a terra ( Modifica D.L 3/04/06 art.232 bis – art.255 comma 1 bis )
abbiamo messo a punto un progetto, che permette di avere le strade, le spiagge, i parchi in una parola ”l’ambiente” non infestato dai mozziconi di sigarette gettati a terra.
Il problema è di rilevanza mondiale e genera un inquinamento ambientale globale pazzesco.
Abbiamo la consapevolezza che il nostro progetto reso operativo andrebbe ad eliminare o quantomeno ad abbattere fortemente il problema dell’inquinamento da mozziconi e darebbe risultati soddisfacenti per l'ecosistema globale, inoltre produrrebbe vantaggi per l'occupazione che si andrebbe a creare nei settori produttivi , raccolta e trattamento differenziato.
Riteniamo che con questo progetto, coinvolgendo tutte le forze attive, istituzioni, enti pubblici, associazioni si possa raggiungere lo scopo primario per cui nasce il progetto che è quello appunto di eliminare o ridurre significativamente in modo irreversibile e globale l'inquinamento ambientale
causato dai mozziconi di sigarette gettati a terra considerati rifiuti tossici. Studi effettuati dall'ENEA attestano la gravità di tale inquinamento derivato da rifiuto tossico.
L’effetto di questo progetto è la salvaguardia eco-ambientale sul pianeta derivante dall'utilizzo di appositi porta mozziconi tascabili e relativi raccoglitori per lo smaltimento differenziato da noi brevettati.
Con il successivo trattamento e recupero si consideri l'aspetto di rilevanza occupazionale, quanti posti di lavoro si verrebbero a creare considerando una produzione mondiale media mensile di circa 6 miliardi di porta mozziconi (4 al mese per 1,5 miliardi di fumatori) relativi raccoglitori differenziati, personale addetto al posizionamento, raccolta, stoccaggio e trattamento in siti appositamente progettati.
Vogliamo informare e sensibilizzare politici, imprenditori, associazioni, ecc. e chiunque riesca a percepire la portata mondiale che deriverebbe dalla realizzazione del progetto da noi ideato.
Il sistema è composto da quattro fasi distinte :
1) Raccolta temporanea dei residui di sigarette o mozziconi in raccoglitore tascabile tecnologico multiuso integrato con portasigarette.
2) Scaricamento dei suddetti raccoglitori in appositi contenitori dislocati in modo studiato sul territorio ed adeguatamente segnalati.
3) Recupero dei mozziconi tramite svuotamento dei contenitori, trasporto ai centri di trasferimento e stoccaggio temporaneo.
4) Lavorazione dei mozziconi e riciclo ecologico in centri di lavorazione specificatamente progettati
e tramite specifici processi si procede al recupero - riciclo di sostanze tossiche ed altamente inquinanti opportunamente trattate vengono reimpiegate per scopi industriali.


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Data lun 05/08/2017 @ 05:24
Autore ELIO LOLLI
Email eliosto@gmail.com
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Pedale Magnetico per grancassa (batteria strumento musicale) con sistema a magneti contrapposti

Si tratta di un progetto relativo ad un elemento fondamentale della batteria, il pedale della grancassa.
Abbiamo progettato, sviluppato, realizzato e brevettato il primo vero sistema che sostituisce la molla dal pedale, sfruttando l'energia sviluppata dalla forza di repulsione dei magneti.

Vi contattiamo perché siamo alla ricerca di un produttore che voglia che voglia credere in questo progetto e che voglia investire nella realizzazione e commercializzazione dello stesso.

Siamo un Team di sviluppo di innovazione in ambito musicale, non siamo un'azienda e non abbiamo un sito internet, ma possiamo darvi un assaggio del progetto nella nostra pagina facebook:

https://www.facebook.com/Pedalemagneticocsm

Se foste interessati al progetto potete contattarci al 3452274840


Cordialmente
Savino e Claudio Carbone


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Data mar 02/07/2017 @ 10:54
Autore Claudio Carbone
Email csmideadrum@gmail.com
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cuscino salva vita bambino per auto

Il cuscino "salva vita bambino per auto" - brevetto per modello di utilità n. 0000281427 del 30.03.2016) salvaguarda la sicurezza e la vita dei bambini al momento del trasporto in auto.
Esistono già diversi sistemi di sicurezza in auto per i bambini, quali seggiolini e cuscini allarmati; il nostro cuscino salva vita bambino in auto si caratterizza per la sicurezza, la facilità di installazione e per l'economicità.
Purtroppo con l'avvicinarsi della stagione estiva la statistica è in forte aumento quella relativa agli spiacevoli e tragici incidenti che riguardano la dimenticanza del bambino sul seggiolino, sul sedile anteriore o posteriore dell'auto a causa dell'amnesia dissociativa che colpisce i genitori stressati e/o disattenti.
Il "cuscino salva vita bambino in auto", codice del modello di utilità 0000281427, che tramite un allarme sonoro, in particolare un cicalino, avvisa all'apertura dello sportello del conducente, il genitore disattento che il proprio bambino è ancora in auto.
Il cuscino salva bambino ha numerosi vantaggi,
SEMPLICE
può essere installato senza necessità di un tecnico specializzato e senza andare ad intaccare la centralina dell'autovettura.
ADATTABILITA'
Può essere posizionato su qualsiasi seggiolino e/o sedile anteriore e/o posteriore dell'auto ed è amovibile con la possibilità di essere spostato da un'autovettura all'altra, di tutti i modelli, anche quelle datate, ed a seconda delle proprie esigenze di spostamento.
SICUREZZA
Il cuscino salva bambino in auto è molto sicuro in quanto avvisa istantaneamente con un cicalino il conducente qualora all'apertura della portiera dimentichi il bambino a bordo e segnala la presenza del bambino sul cuscino anche se quest'ultimo assume delle posizioni di seduta scorrette in quanto il cuscino è dotato di molteplici sensori di pressione ben distribuiti.
ECONOMICO
È commercializzabile ad un prezzo basso in quanto il sistema di funzionamento è molto semplice ma allo stesso tempo molto sicuro e di alta qualità e può essere installato senza alcun intervento di un tecnico specializzato.


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Data lun 01/30/2017 @ 01:40
Autore walter cillaroto
Email teamraw2016@gmail.com
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PIATTAFORMA CIRCOLARE ROTANTE CON SISTEMA SEGUISOLE

la presente invenzione è una piattaforma rotante con al centro uno speciale ombrellone con supporto cavo,con alla sommità un pannello solare che si direziona automaticamente verso il sole e fa' ruotare la piattaforma , sulla piattaforma ci si può mettere due lettini o sdraio oppure il telo mare , cosi facendo non bisognerà continuare ad alzarsi per sdraiarsi verso il sole... Posto sotto il portaoggetti ci sono tre pulsanti ( rotazione oraria , rotazione antioraria e rotazione automatica ) i pulsanti orario e antiorario, se premuti, la piattaforma inizia a ruotare e appena si smette di premere si ferma , mentre l'automatico segue il sole ...tutto il sistema si alimenta con una batteria posta sotto la pedana e caricata anche lei dal sole ...

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Data ven 12/30/2016 @ 04:29
Autore aldo mangili
Email
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Formulazione, Sintesi e Targeting di nanoparticelle di Ossido di Cerio per il trattamento della malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer (AD) è una patologia neurodegenerativa del sistema nervoso centrale che causa deterioramento cognitivo e demenza progressiva accompagnate da lesioni neuropatologiche, caratterizzate dalla presenza di placche senili di proteina beta-amiloide (AB). Sebbene il meccanismo molecolare alla base della tossicità non sia stato ancora completamente chiarito, una grande quantità di dati sperimentali suggeriscono che lo stress ossidativo svolga un ruolo cruciale nella neurodegenerazione mediata dalla proteina β amiloide. E’ noto che le nanoparticelle di ossido di cerio (NPC) sono potenti scavengers autorigeneranti delle specie reattive dell’ossigeno.

In tale contesto un team di ricercatori dell’Università dell’Aquila insieme a ricercatori della University of Central Florida (Orlando, USA), ha sviluppato un procedimento per la creazione di nanoparticelle di ossido di cerio funzionalizzate in modo da legare uno specifico anticorpo contro la proteina beta-amiloide umana (componente principale delle placche) per l’uso terapeutico in vivo e nella ricerca in vitro. Le nanoparticelle, a base di ossido di cerio, vengono sintetizzate mediante il metodo della microemulsione e su di esse vengono introdotti gruppi funzionali chimicamente reattivi come, ad esempio, gruppi amminici che vengono introdotti sulla superficie delle nanoparticelle. Questi gruppi amminici legano l’anticorpo specifico mantenendone intatta l’attività biologica. Questo sistema produce effetti neurotrofici che rallentano la progressione della patologia neurodegenerativa, come dimostrato da risultati sperimentali in vitro.

Applicazioni:

Realizzazione di farmaci per la terapia delle malattie neurodegenerative
La formulazione proposta si applica alla malattia di Alzheimer, ma la procedura di funzionalizzazione proposta, variando l’anticorpo che viene legato, si presta ad essere utilizzata anche per altre malattie neurodegenerative, tutte caratterizzate da stress ossidativo, come:
• la malattia di Parkinson;
• la malattia di Huntington;
• la sclerosi laterale amiotrofica (SLA);
• la paralisi sopranucleare progressiva;
• la demenza frontotemporale;
• la demenza da corpi di Lewy;
• la Malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ)
• la Malattia di Gerstmann-Sträussler-Scheinker (GSS).

Vantaggi

• Rigenerazione continua dell’azione antiossidante
• Efficacia dell’azione antiossidante per tempi molto lunghi con una singola somministrazione
• Targeting di specifiche proteine con selettività dei siti di neurodegenerazione
• Efficacia del trattamento: al momento della comparsa dei sintomi, la patologia è già in fase di avanzata progressione.L’utilizzo mirato alle sole zone di neurodegenerazione delle nanoparticelle di ossido di cerio consente di preservare la funzionalità neuronale e contrasta il progredire della patologia.
• Il sistema non è invasivo, non presenta tossicità in vitro, e la metodica di preparazione è facilmente traslabile all’industria chimico-farmaceutico con costi di produzione relativamente contenuti.
• Base per una terapia per le malattie neurodegenerative, in particolare per quelle nelle quali attualmente non esistono terapie. Il metodo e lo scaffold “nanoparticelle” sono potenzialmente adattabili al targeting, mediante sostituzione dell’anticorpo, verso altre malattie neurodegenerative
• Possibili sviluppi futuri:Modello in vivo: i risultati ottenuti potrebbero essere estesi ai modelli in vivo utilizzando topi Alzheimer (TG2726), che esprimono il gene della proteina aliolide umana mutata. Su tale modello si potranno testare le diverse formulazioni possibili della preparazione, identificando la più efficace.


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Data ven 10/28/2016 @ 02:19
Autore Università degli studi dell'Aquila
Email trapar@strutture.univaq.it
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Procedimento per la sintesi di nano particelle di CA(OH)2 mediante resine a scambio ionico.

La nanocalce rappresenta, ad oggi, il migliore se non l’unico legante da impiegare in trattamenti eco-compatibili su tutti i substrati a matrice carbonatica, largamente presenti nel nostro Patrimonio Culturale, e presenta applicazioni a basso impatto ambientale anche nella deacidificazione della carta e del legno. La nanocalce, infatti, è costituita da nanoparticelle di idrossido di calcio, con elevata superficie specifica e reattività, così da garantire velocità e completezza del processo di carbonatazione, buon grado di adesione ed elevata penetrazione nei substrati da trattare.

I processi di produzione della nanocalce correntemente utilizzati sono, tuttavia,generalmente caratterizzati da procedure complesse, che richiedono fasi intermedie di lavaggi/filtrazioni per la rimozione di prodotti secondari, condizioni di elevata temperatura e/o pressione,e possono essere caratterizzati da bassa resa e difficile scalabilità, con alti costi di produzione che ne limitano l’impiego ad interventi di nicchia.

In tale contesto, un team di ricercatori dell’Università degli Studi dell’Aquila ha sviluppato un processo innovativo di produzione di nanoparticelle di idrossido di calcio, brevettato a livello italiano e internazionale, che supera le limitazioni dei processi attualmente utilizzati.
Il processo brevettato consente di ottenere nanoparticelle operando a temperatura ambiente e con una procedura a singolo step, grazie all’assenza di prodotti secondari. Il processo è caratterizzato da una resa elevata,da una straordinaria riduzione dei tempi di produzione (si passa da tempi dell’ordine di ore dei processi correnti, a qualche minuto) ed una facile ed economica scalabilità a livello industriale.

Inoltre, il team di ricercatori ha condotto studi su ulteriori tipologie di nanoparticelle e relativi processi di produzione, sviluppando in tal modo un know how disponibile per l’industria.

Applicazioni:

Le nanoparticelle di calce trovano una diretta applicazione nella conservazione dei Beni Culturali, in particolare:
a. restauro di stucchi, intonaci, affreschi, dipinti murali etc.
b. protezione e consolidamento superficiale di malte storiche e materiali lapidei di interesse architettonico;
c. deacidificazione della carta e del legno

La possibilità di produrre elevati volumi di nanoparticelle di calce consente di ampliarne i potenziali campi applicativi, in relazione a:
a. produzione di cementi innovativi,a base di miscele di nanocalce con silice amorfa,
b. additivi per plastiche, gomme, adesivi, sigillanti,
c. carta, inchiostri da stampa,
d. rivestimenti e vernici
e. cosmetici e medicinali

3. Vantaggi

1. Notevole abbattimento dei tempi di produzione rispetto ai processi correnti
2. Risparmio,in termini economici,sulle materie prime impiegate
3. Risparmio energetico, grazie alla possibilità di effettuare il processo a temperatura ambiente
4. Semplificazione e conseguente scalabilità del processo, con ulteriore risparmio di tempi e costi
5. Qualità del prodotto finale, grazie all’ottenimento di nanoparticelle ad elevata purezza, a granulometria fine ed omogenea.
6. Elevatareattivitàdel prodotto ottenuto in relazione a:
a. Completezza del processo di carbonatazione in tempi ridotti, con formazione di carbonato di calcio fine, prevalentemente in forma di calcite
b. Favorevole interazione con eventuali altri composti


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Data ven 10/28/2016 @ 02:17
Autore Università degli studi dell'Aquila
Email trapar@strutture.univaq.it
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Salva Lipo Jones

Salva lipo Jones:

Studiato e progettato per mezzi radiocomandati che utilizzano batterie ricaricabili, sia lipo (Polimeri di Litio) , che (nickel cadmium).
Voltaggio di lavoro: da 7Volt fino a 16Volt, si collega semplicemente in parallelo ai cavi +e- della batteria, o in parallelo ai cavi +e- che vanno al regolatore ESC.
Si tratta di un sistema di stabilizzazione di tensione , con lo scopo di smorzare , le improvvise richieste di corrente alla batteria, da parte del regolatore ESC , in caso di accelerate brusche del mezzo.

Come risaputo in questo campo , le batterie vengono messe sotto stress durante i giri in pista, a causa delle improvvise accelerate , quindi si richiederà' di colpo alla batteria , dalle 80 alle 120 Ampere , per molte volte durante un giro di pista.
Queste (strizzate) continue, logorano e fanno scaldare la batteria , che durerà molto poco , in genere 200/300 ricariche , poi è da buttare.
Questo dispositivo ammortizza la richiesta improvvisa di tensione alla batteria , fornendo lui stesso una bella tensione pari a quella della batteria stessa per 10/20 Secondi circa.
Il dispositivo si ricarica in pochissimi secondi appena la richiesta da parte del regolatore , cala , prendendo corrente dalla batteria stessa, e subito dopo , è di nuovo pronto per dare aiuto alla richiesta improvvisa di tensione.
Si comporta come un ammortizzatore elettrico , come fa anche negli impianti idrici il (vaso di espansione).
Benefici:

Con il dispositivo installato nel mezzo, la batteria non si stressa, non scalda più come prima, e il mezzo risulta più reattivo al gas , in quanto al bisogno , troverà tutta la tensione di cui ha bisogno, le batterie con questo (aiuto) , potranno essere ricaricate almeno 800 volte prima che finiscano il loro lavoro di accumulatore.

Quindi , raddoppiando la vita della batteria , e trattandola meglio saremo avvantaggiati anche nella spesa economica.

Installazione del Salva lipo Jones:

Il congegno viene fornito già pronto al suo funzionamento , con i due fili terminali (Rosso e Nero) , da collegarsi rispettivamente ai fili (Rosso e Nero) , quelli che vanno dalla presa corrente batteria , sino dentro il regolatore ESC, (Disegno1)

 



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Data mar 08/30/2016 @ 10:03
Autore Stefano Romagnoli
Email romagnolis@gmail.com
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spazzolino da denti

spazzolino con cartuccia integrata, solo ruotando la pa rte posteriore di esso, il dentifricio fuoriesce direttamente tra le setole.

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Data mer 08/17/2016 @ 09:40
Autore andrea di maio
Email andreadimaiomiami@gmail.com
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Cover custodia per la ricarica cinetica automatica dei dispositivi elettronici portatili, implementata da un dispositico meccanico che ne permette la

TITOLO
“COVER/CUSTODIA PER TUTTI GLI APPARATI ELETTRONICI PORTATILI, UTILE ALLA RICARICA DEGLI STESSI ATTRAVERSO LA CINETICA PROVOCATA DAL MOTO DEL TRASPORTATORE DELL’APPARATO STESSO. IMPLEMENTATA DALL’APPLICAZIONE DI UN SECONDO, MA INTEGRANTE DISPOSITIVO MECCANICO, UTILE AD EFFETTUARE LA RICARICA DELL’APPARATO ELETTRONICO ANCHE DA FERMO E DURANTE IL SUO UTILIZZO MATERIALE, AZIONANDO UNA MOLLA A CARICA MANUALE”.
Inventore:
Panigada Davide, di Nazionalità Italiana, nato a Milano il 13/01/1971 ed ivi residente e domiciliato in Via Val Trompia N.2
C.F. PNGDVD71A13F205T
Richiedente
Panigada Davide, di Nazionalità Italiana, nato a Milano il 13/01/1971 ed ivi residente e domiciliato in Via Val Trompia N.2 C.F.PNGDVD71A13F205T
RIASSUNTO
Cover/custodia in gomma utile a soddisfare le esigenze di ricarica elettrica di tutte le apparecchiature elettriche/elettroniche portatili. Calzante sul dispositivo interessato a secondo delle dimensioni intrinseche del dispositivo medesimo, tenendo in considerazione il tipo e posizione di innesto dello spinotto di ricarica naturale dell’apparato, che verrà installato nella struttura della cover stessa, insieme al dispositivo meccanico rotante o a più dispositivi identici, di cui gli allegati disegni e descrizione, caratterizzati da un meccanismo progettato secondo il principio dell’orologio automatico, ma utilizzato, in questo caso, per sviluppare energia elettrica sfruttando i movimenti quotidiani del trasportatore dell’apparato stesso e la forza di gravità che, insieme ad un rotore/bilanciere a cui installati magneti e lasciato libero nella propria rotazione automatica e naturale derivata da un contrappeso installato alla base sporgente del rotore e dei cuscinetti in cui sarà innestato il proprio albero, che sarà libero di oscillare parallelamente all’intera superficie di uno statore costituito da bobine di filo o piastre di materiale elettro conduttore, che azioneranno, attraverso il movimento indotto dalla cinetica del corpo e dei detti magneti in movimento sulla superficie delle bobine, il movimento e l’induzione degli elettroni nel materiale, al fine della produzione di elettricità che, attraverso cavi elettrici, diodi raddrizzatori e i necessari circuiti elettrici, verrà convogliata verso il suddetto spinotto della cover medesima innestato all’apparato elettronico, così da permettere la ricarica della batteria secondo il principio della dinamo. La cover/custodia dovrà essere prodotta in materiale flessibile almeno nella parte in cui dovrà posizionarsi lo spinotto di ricarica, al fine di agevolarne l’inserimento dello stesso nel dispositivo elettronico, attraverso la facile flessione del materiale di cui sarà costruita la cover. L’invenzione è anche caratterizzata da un secondo, separato e completamente differente sistema di ricarica elettrica che, nonostante sia parte integrante al suddetto meccanismo, non è necessariamente indispensabile, se non per le proprie contingenti necessità personali di ricarica, determinate dal luogo di utilizzo. Questo secondo meccanismo, è caratterizzato da un sistema di carica a molla spirale a nastro, del tutto simile alle molle di forza per giochi ludici a carica manuale, involucrata nel proprio contenitore circolare, costruito delle dimensioni e dalle caratteristiche meccaniche, utili all’innesto tra questo e il meccanismo già integrato alla cover, permettendo ai due meccanismi di integrarsi meccanicamente, come indicato in Tavole e descrizione allegati alla presente, attraverso l’allocazione dell’indipendente meccanismo a molla a carica manuale, nel corpo del meccanismo con rotore libero succitato, pre integrato alla cover, in cui il secondo meccanismo a molla inscatolato, dovrà calzare perfettamente ed agganciarsi allo stesso con una semplice pressione e movimento Sali/scendi, come in descrizione e disegni allegati. La molla di carica andrà ad esercitare la propria forza su di un albero a pistone posizionato al centro della stessa molla spirale, al fine di imprimere allo stesso albero, un movimento rotatorio, dopo il rilascio posteriore l’avvolgimento della molla stessa. La carica della molla si eseguirà attraverso la rotazione manuale di una chiavetta installata sulla base centrale dell’albero pistone, resa snodabile e installata alla base sporgente dell’albero, il quale dovrà essere alloggiato all’interno di un foro di diametro compatibile, svasato sulla superficie del coperchio nella misura della chiavetta di carica, al fine di favorire la scomparsa della chiavetta stessa durante l’utilizzo del sistema a molla appoggiato a superfici piane, al fine di non intralciarne il movimento rotatorio di ritorno conseguente al rilascio della molla che, attraverso la pressione dell’albero della molla attraverso la chiavetta, provocherà la conseguente discesa dello stesso, andando ad innestarlo all’albero del rotore magnetico “libero”, dell’apparato integrato alla cover, integrandosi a quest’ultimo in un unico corpo, tramite il meccanismo descritto in disegni, scaricando sull’albero del rotore, attraverso il proprio albero, la forza accumulata dalla torsione della molla, così da permettere la rotazione del rotore a cui ancorati magneti, sulla superficie dello statore di materiale elettro conduttore a generare elettricità.


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Data dom 08/14/2016 @ 11:34
Autore Davide Panigada
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Metodo ed sistema meccanico per la conversione del peso in energia elettrica

L’invenzione fa riferimento a un metodo ed a un sistema meccanico per la conversione del peso in energia elettrica.
Non si conosce un altro tipo d’impianto in grado di produrre l’elettricità, salvo le tipologie consacrate, ovvero: centrale termoelettriche, avviate dalla forza dell’acqua, quelle atomiche, eoliche, solari.
Ogni singolo effetto sarà sempre proporzionale alle cause che portano allo stesso effetto. Questo principio si verifica anche sugli impianti eolici oppure solari, per questo si ritiene insignificante il loro rendimento - le turbine eoliche ed i pannelli solari essendo, di più, condizionati dai capricci del tempo.
Le idrocentrali rappresentano il tipo d’impianto in grado di fornire i migliori rendimenti, alla loro presenza non registrandosi l’inquinamento. Nonostante ciò, l’acqua con il debito necessario non è presente dappertutto.
Le centrali atomiche (oppure nucleari), sempre alla presenza dei rendimenti molto buoni, presentano lo svantaggio di rimanere radioattivi anche per molto tempo e beninteso, presentano anche lo svantaggio dei rischi d’infortuni che possono provocare vere calamità.
I combustibili fossili - anche questi con un buon rendimento - sono inquinanti. E di più, sono abbastanza costosi.
Il sistema meccanico di conversione del peso in energia elettrica, costruito secondo il metodo che viene esposto con la presente descrizione, rimuove gli svantaggi sopra indicati. Il metodo della conversione del peso in energia elettrica si basa su due parti principali dell’insieme meccanico, ovvero i sottosistemi D e E al livello dell’intero sistema composto da cinque sottosistemi, ovvero i sottosistemi A, B, C, D, E. Questo metodo consistendo nel creare i mezzi necessari grazie cui quello che viene regolarmente indicato come peso (di un corpo fisico) genera l’energia cinetica.
Il principio di realizzazione di tale sistema meccanico, atto a funzionare esattamente alla capacità voluta, è rappresentato per ciò che una delle due leve parallele e uguali tra loro sia avviata da una terza leva. La quale, su uno dei bracci, presenta una massa che esercita un peso atto a neutralizzare la resistenza esercitata dalla prima leva, perche proprio questa induce l’energia meccanica di una cremagliera che, insieme con la seconda leva (anche questa ultima leva trovandosi in collegamento con una cremagliera) sta generando il movimento di rotazione di un numero determinato di ruote. In una prima fase.
In una seconda fase, una quarta leva, avviata da una massa superiore di quella che ha avviato la terza leva, subordina questa ultima, e anche la seconda leva. In modo che, qualunque ne sia la sua posizione in un certo momento, la prima leva sarà sempre in una situazione opposta alla seconda. E qui interviene il ruolo importantissimo di un particolare sistema per mezzo di cui il movimento alternativo dalla cima al fondo delle due cremagliere avviate dalle prime due leve, si trasforma in movimento ricevuto da una e la stessa ruota dentata dalla quale, successivamente, il valore giri/minuto sarà amplificato per essere in grado di soddisfare le necessità dei generatori di elettricità propri e veri.
In una terza fase, la forza esercitata dalla massa che sta avviando questa quarta leva, entra in conflitto con la forza esercitata da un contraccarico che sta avviando la quinta leva, grazie a un terzo braccio della quinta leva. Questo terzo braccio della quinta leva compiendo una funzione simile alla bilancia romana ordinaria. La quale, rispetto allo spostamento del contraccarico del terzo braccio lungo della quinta leva, così come si procede con il cursore del braccio lungo della bilancia romana, va mettere in equilibrio le due forze contrarie. Situazione in grado di assicurare successivamente il movimento al livello del sistema meccanico nel suo insieme, condizionato da un certo intervento esterno del sistema, che va attivare la quinta leva, squilibrando periodicamente, con caratteristiche immutabili, il rapporto di equilibrio tra le due forze contrarie.
Grazie al metodo di costruzione del sistema meccanico per la conversione del peso in energia elettrica, vengono ottenuti i seguenti vantaggi:
Dei costi relativamente bassi di fabbricazione e manutenzione successiva;
Rendimento notevole, rispetto ai parametri impostati per l’applicazione del metodo,
Il carattere assolutamente ecologico.
Di seguito viene presentato un esempio di messa in esercizio del metodo di fabbricazione del sistema meccanico per la conversione del peso in energia elettrica, con riferimento anche alle Figure 1 – 35, in merito di cui viene precisato che:
Alla Fig. 1 viene mostrato il generatore munito della ruota a cinghia 1 messa in collegamento con la ruota a cinghia 2 - la ruota a cinghia 2 essendo fissata sull’asse 3.
Alla Fig. 2 viene mostrato che il sistema meccanico è munito di tre generatori, e sull’asse 3 risulta fissata una ruota a cinghia simile alla ruota a cinghia 2, per ogni singolo generatore, pertanto, le ruote identiche alla ruota a cinghia 1 dei generatori sono messe in collegamento con le ruote a cinghia coppia.
Alla Fig. 3 viene mostrato che all’estremità dell’asse 3 risulta fissata la ruota a cinghia 4.
Alla Fig. 4 si fa vista come la ruota di trasmissione 5 trasmette il movimento di rotazione all’intero asse 3 e quindi, a tutte le ruote di trasmissione fissate sull’asse 3, cioè a tutte le ruote a cinghia identiche alla ruota 2.
Alla Fig. 5 viene mostrato che l’asse 6 della ruota a cinghia 5 è abbinato con l’asse 7 sul quale è fissata la ruota dentata 8.
Alla Fig. 6 sono presentati i sottosistemi A e B.
Alla Fig. 7 è presentato un esempio di collegamento degli assi 6 e 7.
Alla Fig. 8 è presentato un esempio di struttura della prima parte della sottosistema C. E dove possono essere visualizzati i rilievi I e II, con i limiti I e II.
Alla Fig. 9 è presentato un esempio di struttura della seconda parte della sottosistema C. E dove possono essere individuati i rilievi III.
Alla Fig. 10 vengono illustrati gli elementi componenti strutturali della seconda parte del sottosistema C, in modo che la seconda parte della sottosistema C sarà montata e smontata facilmente, ogni volta necessario.
Alla Fig. 11 risultano presentati i punti di collegamento della prima parte con la seconda parte della sottosistema C.
Alla Fig. 12 è indicato che, all’esempio presentato si deve tenere conto del luogo attraverso cui passa il margine superiore della ruota a cinghia 5.
Alla Fig. 13 risultano mostrati insieme i sottosistemi A, B e C, vista frontale.
Alla Fig. 14 risultano mostrati insieme i sottosistemi A, B e C, vista posteriore.
Alla Fig. 15 risultano mostrati insieme i sottosistemi A, B e C, vista laterale sinistra.
Alla Fig. 16 risultano mostrati insieme i sottosistemi A, B e C, vista laterale destra.
Alla Fig. 17 risultano mostrati insieme i sottosistemi B, C e D, vista posteriore, e risultano presentati i rilievi IV e V.
Alla Fig. 18 viene mostrato il sottosistema D, vista posteriore, ovvero dai sottosistemi A e B, e risultano presentate le ruote dentate 9 e 10, gli assi 11, 12 e 13, la ruota dentata 14, i dischi di arresto 15 e 16, le cremagliere 17 e 18.
Alla Fig. 19 viene mostrato dettagliatamente il modo in cui l’asse 11 o 12 è collegato con l’asse 13.
Alla Fig. 20 vengono illustrate le leve 19 e 20 nella situazione indicata quale il momento 3.
Alla Fig. 21 vengono illustrate le leve 19 e 23 nella situazione indicata quale il momento 2.
Alla Fig. 22 si può vedere come la leva 23 sta con il b2 appoggiato sugli "omeri" indicati i limiti I.
Alla Fig. 23 vengono illustrate le leve 19 e 20, e le leve 20 e 24 nella situazione indicata quale il momento 1.
Alla Fig. 24 si può vedere come la leva 24 sta con il b2 appoggiato sugli "omeri" indicati com’essendo i limiti II.
Alla Fig. 25 risulta presentata la leva 27 con l’elemento 28.
Alla Fig. 26 viene mostrato il sistema meccanico con i suoi componenti dall’elemento 1, all’elemento 28, vista laterale destra.
Alla Fig. 27 possono essere visualizzati gli elementi 29 e 30.
Alla Fig. 28 risultano presentate le quattro situazioni diverse in cui verranno trovarsi la leva 27 e gli elementi 29 e 30, durante il funzionamento del sistema meccanico nel suo insieme.
Alla Fig. 29 viene mostrato il motore 31, e si può vedere che nell’esempio illustrato sono stati utilizzati due intermediari + 1 (due ruote a cinghia grandi, e una ruota a cinghia piccola) ai fini di trasformare il movimento circolare in movimento da cima a fondo della leva 27.
Alla Fig. 30 risulta presentata un’immagine in prospettiva dell’intero sistema meccanico per la conversione del peso in energia elettrica - vista frontale, situazione da indicare com’essendo il momento 2.
Alla Fig. 31 risulta presentata un’immagine in prospettiva dell’intero sistema meccanico per la conversione del peso in energia elettrica - vista frontale, una delle due versioni del momento 0.
Alla Fig. 32 risulta presentata un’immagine in prospettiva dell’intero sistema meccanico per la conversione del peso in energia elettrica - vista frontale, situazione da indicare com’essendo il momento 1.
Alla Fig. 33 risulta presentata un’immagine in prospettiva dell’intero sistema meccanico per la conversione del peso in energia elettrica - vista posteriore, situazione da indicare com’essendo il momento 1.
Alla Fig. 34 risulta presentata un’immagine in prospettiva dell’intero sistema meccanico per la conversione del peso in energia elettrica - vista posteriore, situazione da indicare com’essendo il momento 2.
Alla Fig. 35 risulta presentata un’immagine in prospettiva dell’intero sistema meccanico per la conversione del peso in energia elettrica - vista posteriore, una delle due versioni del momento 0.
Nell’applicare il metodo che viene esplicato con la presente descrizione, si terrà conto del fatto che i parametri voluti per la costruzione del sistema meccanico in oggetto sono subordinati al rendimento pianificato. E, rispetto ai parametri impostati, si terrà conto dalla resistenza dei materiali impegnati.
Il rendimento pianificato significa:
- l’obbligo d’includere nel sottosistema A un numero determinato di generatori elettrici;
- le necessità del tipo o del modello di generatore elettrico utilizzato. .
Le necessità del generatore, secondo il tipo o il modello di generatore utilizzato, sono di seguito presentati:
- il numero standard di giri/minuto del rotore incorporato sul generatore;
- il valore dato dall’energia meccanica, atta ad assicurare il valore dei giri/minuto necessario al generatore elettrico.
Conoscendo i valori delle due necessità di cui sopra indicate, si ottiene un terzo valore. Questo terzo valore costituendo il risultato della moltiplicazione del numero di generatori elettrici inclusi nel sottosistema A, con il valore dato dall’energia meccanica atta ad assicurare il valore giri/minuto necessario al tipo o al modello di generatore utilizzato.
Conoscendo, teoreticamente, che il terzo valore che verrà ottenuto sarà assicurato da una ruota dentata, componente del sottosistema D - questa ruota dentata avente obbligatoriamente un movimento di rotazione in grado di trasmettere un’energia meccanica molto grande, ma di un valore giro/minuti piccolissimo - si deve stabilire il numero degli elementi intermediari in grado di trasformare il valore giri/minuto piccolissimo, in uno uguale al terzo valore. Risulta logicamente l’obbligo d’inserire nel sistema un numero determinato di ruote che moltiplichi il valore giri/minuto indicato com’essendo piccolissimo, inclusa comunque la proprietà di essere in grado di trasmettere un’energia meccanica molto grande.
Il sottosistema A: sulla parte esterna dell’asso rotante incorporato nel generatore viene fissata una ruota a cinghia (1) che sarà collegata alla seconda ruota a cinghia (2) attraverso una cinghia di trasmissione. La ruota a cinghia 2 viene fissata su un asse (3) posizionato parallelamente all’asse rotante incorporato dal generatore. Il tipo oppure il modello di generatore elettrico utilizzato è opzionale. Così come il dispositivo sul quale sarà posizionato il generatore, come anche il dispositivo sul quale sarà posizionato l’asse 3.
Poiché il sistema meccanico è munito di più generatori, messi in linea, l’uno dietro all’altro, l’asse 3 sarà così lungo per permettere il fissaggio di una ruota a cinghia identica alla ruota a cinghia 2 per ogni singolo generatore, pertanto, le ruote identiche alla ruota a cinghia 1 dei generatori sono in numero che permetta il loro collegamento alle ruote a cinghia coppia.
All’estremità dell’asse 3 risulta fissata una ruota a cinghia (4), è proprio questa che riceve il movimento di rotazione dalla ruota di trasmissione 5, trasmettendolo all’intero asse 3 e, implicitamente, a tutte le ruote di trasmissione identiche alla ruota 2.
I diametri delle ruote a cinghia 1, 2, 4 e 5 (omettendovi l’altezza del canale di cinghia) sono strettamente subordinati ai parametri del sistema meccanico, nel suo insieme. E, in particolar modo, sono subordinati al valore giri/minuto ricevuto dall’asse (6) sul quale viene fissata la ruota a cinghia 5.
Considerate le differenze tra i diametri delle due coppie di ruote a cinghia (la ruota a cinghia 4 condotta dalla ruota a cinghia 5, e la ruota a cinghia 1 condotta dalla ruota a cinghia 2), verrà definito il quarto valore giri/min, ovvero il valore di giri/minuto che obbligatoriamente deve ricevere l’asse 6, diversamente, il sistema meccanico per la conversione del peso in energia elettrica non va funzionare oppure, al contrario, va funzionare, ma senza raggiungere al rendimento pianificato.
Il sottosistema B: l’asse 6 componente del sottosistema A, è collegato all’asse (7) sul quale risulta fissata ruota dentata (8). Il modo in cui avviene il collegamento è ben opzionale. E, perche il sottosistema B funge da moltiplicatore di giro, in funzione del valore giri/minuto indicato com’essendo il quarto, cioè il valore giri/minuto necessario all’asse 6, comunque, in funzione del numero dei denti delle ruote dentate ingranate, sarà definito il numero e il modo in cui verrà introdotto nel sistema il numero delle ruote dentate del sottosistema B.
Il sottosistema C: questo funge da sostegno e quadro. E’ metallico, e con la resistenza proporzionale ai parametri del sistema meccanico, nel suo insieme. Si deve obbligatoriamente prevedere dei rilievi dipendenti alle caratteristiche ed alle posizioni dei vari elementi componenti degli altri sottosistemi.
I rilievi rappresentano le sedi con un collocamento ben determinato. Le sedi quali buchi, ad esempio, in cui verranno montati i cuscinetti degli assi sui quali vengono fissate le ruote oppure altri tipi di elementi, oppure supporti di scorrimento semplici. Ancora, il sottosistema C dev’essere munito di due posti da indicare quali limiti, questi limiti (i limiti I ed i limiti II) fungendo da estremità del tragitto sul quale si spostano i due componenti del sottosistema E.
Il sottosistema C è da considerare con due parti distinte. Una sulla quale vengono montati degli elementi, e la seconda sulla quale vengono montati degli elementi.
La prima parte del sottosistema C è rappresentata da un quadro orizzontale, con sei piedi di sostegno. Da dove viene installato dei piloni sui quali, guardando dalla seconda parte del sottosistema C, si può affermare di essere messi in ordine successivo.
Due piloni (a) collocati in linea con i... (segue)


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Data mar 08/09/2016 @ 01:24
Autore Gheorghita Toma
Email ultimautopie@yahoo.com
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Modulo Abitativo COmponibile

M.A.C. Modulo Abitativo Componibile
Caratteristiche:
– antisismicità
– facilità di trasporto, di assemblaggio, di espansione futura e di smontaggio
– costruzione senza l'ausilio di attrezzature particolari di cantiere, come sollevatori, gru, ecc
– collocamento anche in luoghi impervi
– montaggio con un solo avvitatore perché tutti i particolari che lo compongono sono fissati
tra loro solo con viti inox e bulloni zincati
– utilizzo multifunzionale del “M.A.C.” quali abitazioni, scuole, infermerie ed ambulatori,
magazzini, spogliatoi, uffici, negozi, laboratori, ecc.
– semplicità di manutenzione agli impianti ed agli allacci quali acqua, corrente elettrica,
scarichi, impianti telefonici o di allarme, ecc
– assemblaggio dei “M.A.C.” eseguibile anche da parte di manodopera non specializzata
Composizione:
– plinti di base in acciaio zincato ancorati su piastre o platee in c.a. completi di piastre e
tirafondi selezionabili di volta in volta in funzione della tipologia costruttiva desiderata,
attuale e futura.
– telaio con colonne e capriate in acciaio zincato
– pareti esterne in compensato marino o similare, con spessore minimo 30 mm
– intercapedine d'aria con bocchette di ripresa esterne per ricircolo
– isolamento con materiale altamente isolante spessore 50 mm più eventuale maggiorazione
in funzione al luogo di collocamento
– controparete interna in doppia lastra di cartongesso o similare di spessore 20 mm
– montanti interni alle pareti in massello di legno opportunamente sagomato e fissato
– battiscopa asportabile di grandi dimensioni per accesso cavedio passaggio impianti e loro
manutenzione o ampliamento
– tetto ventilato in legno con pannellatura interna a vista, opportuno isolamento, guaina
anticondensa, passaggio ventilato, copertura esterna in tavolato con finitura impermeabile
in guaina bituminosa, copertura finale in tegole o similare
– torrino multifunzionale in acciaio zincato verniciato, predisposto per l'estrazione,
l'immissione, filtraggio, dosaggio dell'aria ambiente e dell'aria di ventilazione delle pareti e
del tetto, predisposto inoltre per il montaggio di un ventilatore o condizionatore a soffitto.


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Data gio 07/28/2016 @ 11:35
Autore Gianni Verardo
Email gianni1973@gmail.com
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miscelatore doccia da incasso estraibile

I miscelatori monocomando per doccia da incasso attualmente in commercio sono previsti per l'inserimento murale sotto traccia,e vengono quindi fissati con intonaco e rivestimento estetico ceramico esterno,dopo aver opportunamente collegato le condutture idrauliche.Il fatto che il sistema di azionamento sia collocato entro le murature fa si che essi presentino quindi il difficoltoso inconveniente dell'ispezionabilità dell'impianto idraulico allorquando si verificano perdite nei raccordi oppure in caso di sostituzione per avvenuta rottura.Un miscelatore doccia da incasso estraibile risolve in modo definitivo questa problematica.Inserendo nella parete una cassetta in polipropilene dotata di particolari supporti su cui viene alloggiato il miscelatore monocomando,dotato anch'esso di una particolare raccorderia,risulta molto semplice la sostituzuione o l'ispezionabilità,senza ricorrere necessariamente ad opere murarie con notevole risparmio di tempo e di costi.Per ulteriore approfondimento del trovato,prego consultare l'allegata documentazione.



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Data gio 06/02/2016 @ 10:25
Autore michele matrone
Email matronemichele2009@libero.it
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Supporto parcheggio moto

L’invenzione è nata con l’intento preciso di perfezionare, colmando alcune mancanze basilari, la funzionalità del Supporto di parcheggio per motocicli.Si va infatti a toccare una fetta abbondante di mercato che comprende tutte quelle persone che già possiedono un motociclo o desiderano acquistarlo , soddisfacendone i bisogni attraverso un oggetto che ha costi di produzione davvero irrisori.
Dopo un sondaggio a campione di 1000 individui fruitori di motocicli, è emerso che sarebbe stato necessario creare un complemento che potesse permettere ovunque di sfruttare certe comodità tipiche per chi sceglie una vita a due ruote. È nato quindi, “Il supporto di parcheggio moto” , un piccolo e maneggevole oggetto, applicabile a ogni modello di moto avente il pneumatico anteriore 120/70 R17 producibile in diversi ed accattivanti design , offrendogli cosi diversi servizi:1) Chi non desidererebbe effettuare una propria manutenzione sulla propria moto dopo una giornata di svago, senza dover ricorrere ad officine specializzate? 2) Chi non sognerebbe di poter parcheggiare la propria moto senza incappare nei soliti problemi di parcheggi pericolosi dove ogni volta si rischia di far cadere la moto? 3) Chi non avrebbe voglia di fare un giro in pista con la propria moto senza dover passare ore ad imbracare il tutto su di un furgone in modo di non avere sorprese durante il viaggio? 4)  Chi non vorrebbe tenere la ruota anteriore della moto rialzata da terra durante la stagione invernale in modo che le forcelle non vengano rovinate?  5) Chi non vorrebbe avere un prodotto innovativo unico nel suo genere? Per queste, e molte altre utilizzazioni, è stato pensato e realizzato “Il supporto di parcheggio moto”, l’unico prodotto in grado di effettuare tutte le manovre che gli altri prodotti in commercio singolarmente non riescono a fornire.

Collaborando con alcune officine moto ,e mi resi conto che ognuna di loro aveva lo stesso problema, ogni volta che bisognava cambiare o effettuare una manutenzione alla ruota anteriore , il meccanico era obbligato a farsi dare una mano per il bloccaggio della moto ,e per il sollevamento su di un ponte era costretto a legare il tutto con fasce o molle. Una mattina mi trovai a conversare con un ragazzo che si era recato in un officina per una semplice revisione delle forcelle, gli dissi che avevo intenzione di sviluppare un nuovo prodotto capace di effettuare tutte quelle manovre che venivano fatte in officina in modo scomodo. Cosi mi chiese se era possibile creare un prodotto che potesse essere usato sia dall’officina specializzata che dal privato ,presi l’idea al volo e dopo una lunga indagine di mercato sviluppai il Cavalletto moto  In tre anni sono stati prodotti circa 1000 pezzi è sono stati esposti alle più grandi fiere Europee. Basti pensare con quale semplicità venga smontata un pneumatico senza dover usare prodotti aggiuntivi come: morse ,fasce ,cinghie ,cavalletti e altri accessori per il bloccaggio. Infatti il tutto viene fatto in altissima sicurezza da un singolo operatore (o potrebbe essere fatto semplicemente a casa in un piccolo garage). Il Cavalletto ci permette di parcheggiare una moto da strada con un peso abbastanza importante  in posizione di parcheggio senza dover inserire cavalletti o accessori aggiuntivi, e tutto può essere eseguito da una singola persona ,infatti basta inserire la ruota anteriore nel vano basculante è la moto si regge da sola. sotto le forcelle e con un semplice spinta  la moto si alza permettendo lo smontaggio del basculante. Una volta smontato il basculante si potrà andare a lavorare sul pneumatico in tutta libertà , infatti non abbiamo ingombri che possano causare problemi di movimentazione ,sempre perché il nostro prodotto permette di avere la moto stabile senza aggiungere fasce. Una volta messa la moto in posizione di bloccaggio è possibile sfilare il pneumatico anteriore in piena sicurezza, senza preoccuparsi di usare cavi o cinghie.

Per eventuali domande ,immagini o lucidazioni potete contattarmi



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Data mer 03/23/2016 @ 05:00
Autore Salvatore Favara
Email s.favara@yahoo.it
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WC PORTABLE

Cerco Partnership per il mio brevetto " WC PORTABLE ": Si tratta di una toilette personale portatile dotata di una tenda-cabina contenente un gabinetto rimovibile, costruite utilizzando l'architettura gonfiabile.
La struttura è divisa in due parti, alloggio e wc, entrambi dotate di valvole di gonfiaggio e gonfiabili tramite qualsiasi strumento adatto a tale scopo. Ho ideato questa struttura per essere utilizzata in qualsiasi luogo ci si trovi (dai concerti ai campi da golf ai campi profughi ai posti deserti ecc.ecc. o semplicemente per aver la sicurezza di poter utilizzare il proprio bagno in qualsiasi momento) in quanto è gonfiabile anche con una pompa della bici o compressore portatile, e da qualsiasi persona automobilisti, viaggiatori, forze dell'ordine, senzatetto ecc.. Wc portable non necessita di acqua o liquidi chimici e una volta ripiegato è facilmente trasportabile in una borsa da palestra, assieme agli eventuali accessori.


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Data mer 01/27/2016 @ 12:17
Autore Ettore Amoruso
Email puliforniture.ettore@hotmail.it
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Dispositivo elettronico di protezione per trapani e martelli perforatori

Questa scheda elettronica, connessa internamente all'elettroutensile, permette di arrestarne immediatamente la rotazione qualora, la punta del trapano/martello venga a contatto durante la foratura/scalpellatura di una parete, con: una tubatura idraulica, un cavo elettrico (anche sotto tensione), un'armatura in ferro del cemento o qualsiasi altro corpo metallico. Funziona su murature di qualsiasi tipo: laterizio, cemento cellulare, calcestruzzo, pietra, gesso ed anche legno.

Dispositivo elettronico a basso costo e di piccole dimensioni, sensore autocostruito di semplice concezione. Si alimenta direttamente dalla corrente di rete (220/230Vac) e non richiede il conduttore di terra. Sensibilità a regolazione continua mediante potenziometro, indicatore luminoso d'intervento. Possibilità di disinserimento del dispositivo di protezione con semplice interruttore. Massima sicurezza per l'operatore.

Nel caso di supporti in calcestruzzo garantisce un'ottima protezione della frizione qualora la punta dell'utensile tocchi un'armatura in ferro del cemento.

Invenzione non brevettata.

Nelle foto allegate è riportato l'esempio di un martello perforatore a cui è stato aggiunto il dispositivo di protezione in questione.

 



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Data mer 01/13/2016 @ 08:12
Autore Stefano Bassi
Email bassi.stefano@alice.it
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appdesigne

voglio creare un app che possa fare una foto in una stanza e ne possa modificare lo spostamento e il colore delle pareti in modo che ogni persona possa vedere come risulterebbe la stanza con i cambiamenti eseguiti prima di procedere con i lavori, molte volte ci capita di non sapere se mettendo un mobile contro una parete ci piaccia oppure no, quindi si fa fatica e poi magari bisogna ripetere il tutto.
questa app e un modo di risparmiare fatica e soldi
secondo me potrebbe interessare a tutti, inoltre mi piacerebbe inserire anche stili diversi di arredamento in modo da definire anche se ci piace un ambiente moderno oppure rustico.
questa e la mia idea e spero di poterla creare


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Data ven 01/08/2016 @ 11:01
Autore katja doglio
Email katiadoglio@libero.it
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Dildo Caldo.

dildo - ollala.com Questa invenzione consiste nella realizzazione di un fallo artificiale, morbido, flessibile e turgido, che si riscalda interamente a temperatura corporea, quindi imita la temperatura di un pene naturale. La temperatura di questo fallo rimane costante per ca. 1 ora, a seconda della misura del dildo. Questo dildo non necessita di corrente elettrica, di batterie, di riempimenti oppure rabboccamenti di alcun genere. I falli artificiali che attualmente si trovano in commercio non dispongono di una simile tecnica e pertanto o rimangono interamente freddi, oppure, a seconda della tecnica si riscaldano debolmente e in modo locale, con tutti gli inconvenienti che questo comporta per l‘utilizzatore.



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Data lun 12/28/2015 @ 06:34
Autore Helmuth Weiss
Email magmotor@dnet.it
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sicurezza sulla strada

mai più morti inutili sulla strada

Salve, voglio presentarvi una mia idea per rendere la guida più sicura, ed abbassando notevolmente il tasso di mortalità per incidenti a causa di guida spericolata, in stato di ebrezza, e per mancanza di patente, (a causa di patente scaduta o ritirata per i motivi di cui sopra, o patente non ancora acquisita) rivoluzionando il modo di usare il mezzo di trasporto (auto camin moto...)
I nostri ministri si danno da fare per introdurre la legge sull'omicidio stradale, magra consolazione per i parenti di vittime innocenti, colpevoli di stare seduti ad un tavolino davanti ad un bar (vedi caso in puglia) o di attraversare la strada sulle strisce pedonali mentre passa l'ubriaco di turno, addirittura con la patente sospesa per guida in stato di ebrezza, quindi recidivo, e non abilitato alla guida.
Basterebbe semplicemente applicare un microchip (sim card come quello della scheda telefonica) alla patente di guida, quindi creare in auto, camion, moto... uno slot dove inserire la stessa.
Se la patente non viene inserita, o viene inserita una patente scaduta, o sospesa per aver perso tutti i punti della patente stessa, la macchina non parte.
Se si supera il limite di velocità (oggi su quasi tutte le vetture si trova un navigatore gps di serie che ci puo indicare il limite di velocità sulla strada che stiamo percorrendo) un altoparlante ci avvisa. Es: “ attenzione hai superato il limite di velocità, rallente oppure tra 10 secondi ti verranno scalati 5 punti dalla patente, -8 -7 -6 -5....”
Questi sono solo esempi di ciò che si potrebbe fare, non sta a me dettare le regole da seguire, ma bensì alle autorità competenti.
La patente stessa potrebbe scalarsi in automatico i punti, per le infrazioni stradali, perchè essendo provvista di microchip (vera e propria sim card telefonica) appena inserita in auto comunica costantemente con una rete cellulare creata su misura, quindi ai posti di blocco, o inseguimenti (per rapine o altro) da parte delle forze dell'ordine, alle stesse basta leggere la targa dell'auto e comunicarla alla centrale per sapere immediatamente quale patente vi è inserita (quindi chi è alla guida in quel momento) e perchè no, anche di spegnerne il motore disabilitando la patente stessa. Evitando in tal modo pericolosissimi inseguimenti urbani ed extraurbani.
Si potrebbe inserire, allo stesso modo, un etilometro, da usare prima di partire, se l'autista risulta aver alzato troppo il gomito la macchina non parte.

L'idea non è stata brevettata, l'ho postata qui perchè spero che qualcuno prenda spunto da questa, e cerchi una soluzione per ridurre l'inutile massacro di poveri innocenti vittime della strada.

Ricordiamoci che il mezzo di trasporto, se usato impropriamente, è una vera e propria arma

Orazio.


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Data sab 11/07/2015 @ 09:27
Autore orazio de francesco
Email orazio.de.francesco@alice.it
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WC per cani WICA

WICA, il WC per cani completamente automatico
Egregi Signori,
vi presento un‘ invenzione rivoluzionaria e unica nel mondo, con un potenziale economico immaginabile. WICA, il WC per cani completamente automatico.

Io sono un comune cittadino italiano che vive in Svizzera, possiedo un cane da diversi anni e come ben si sa i cani hanno il bisogno assuluto di andare fuori di casa minimo 3-4 volte al giorno per fare i loro bisogni, ma per la maggior parte delle persone che lavorano, viene a mancare questo tempo e cosi il povero amico a quattro zampe soffre ed è costretto a fare i propri bisogni in casa, e chi ha un cane sa benissimo quanto stomaco ci vuole per luire e arieggiare la casa, senza calcoare i danni causati al pavimento o hai tappeti.
Io sono una di queste persone, che amo tantissimo i cani, ma che odia pulire i loro bisogni in casa, ed è per tali motivi, che ho spremuto il mio cervello fino al punto d' inventare un WC per cani completamente automatico, da installare in casa, e siccome conosco molto bene le loro abitudini, so che lo useranno con piacere e sono anche, che questo brevetto sarà una rivoluzione a livello mondo.
Del brevetto ho solo un piccolo abbozzo di appunti di come creare il WC, il resto e tutto nella mia testa.

Richiesta
Per questo progetto sto cercando degli investitori privati o aziende che vogliono investire in questa stupenda invenzione, dalla proggettazione e realizzazione di un prototipo, alla produzione, marketing e distribuzione, sia del singolo WICA che di tutti gli accessori per un bagno completo.
Sono disposto a cedere il 30% dei diritti d'invenzione.

Mail: anteo@talk-talk.ch


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Data sab 10/24/2015 @ 05:47
Autore Antonio Passaseo
Email anteo@talk-talk.ch
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