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Nuovo messaggio 08/06/2010 16.32
L'Utente non è in linea arialdo
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L'arte di fare crescere un'isola dal fondo degli oceani 
PREMESSA

Ritengo fattibile costruire un'isola o un grande tappo circolari, di diametro da determinarsi, con fulcro sulle bocche petrolifere.



MATERIALI RICHIESTI

Sassi di circa mezzo metro cubo. Sassi di pezzatura inferiore fino alla ghiaia. Terra argillosa scelta tra le qualità che bagnate più si appiccicano ai sassi, cioè dotate di una composizione molecolare che esrcita la maggiore attrazione elettrostatica sugli altri materiali.

L'alta pressione alla profondità di circa 1500 m. sotto il livello del mare (dove giace sul fondo marino il tubo da dove fuoriesce il petrolio nel golfo del Messico) dovrebbe avere l'effetto di compattare l'argilla e aumentare le sue capacità di legante.

Un limitato utilizzo di calcestruzzo.

EQUIPAGGIAMENTO E DESCRIZIONE DELLA TECNOLOGIA

Navi di trasporto capaci di rilasciare, in modo controllato, i materiali distribuiti a caduta nell'area prescelta. Si procede in quest'ordine: si rilascia una data quantità di sassi grossi, una data quantità di terra argillosa e poi di sassi medi-piccoli.

Lo scopo da raggiungere è quello di ottenere uno strato compatto di sassi e terra argillosa, che non lasci vie di fuga al petrolio e che sia una base solida per reggere i successivi strati. Gli strati susseguenti al primo, andranno posati in modo da dare una forma conica al tronco di isola in costruzione, al fine di garantire la sua stabilità strutturale. Ad ogni strato depositato occorre ispezionare la sua compattezza con un batiscafo. Può essere utile ma non essenziale, progettare un batiscafo schiacciasassi e un secondo batiscafo provvisto di ruspa per il movimento terra, in modo da colmare eventuali buche. Ritengo non essenziale un intervento meccanico diretto, nella costruzione dell'isola, poichè alle eventuali disomogeneità, in uno strato depositato, si può rimediare con un dosaggio più conveniente dei materiali e una loro più attenta distribuzione col successivo strato.

Naturalmente vanno monitorati gli influssi delle correnti marine sulla traiettoria di caduta dei materiali impiegati. L'utilizzo di calcestruzzo potrebbe essere necessario nella fascia più esterna della circonferenza dell'isola, per renderla sia più impermeabile alle infiltrazioni laterali del petrolio sia strutturalmente più stabile. Il diametro di sicurezza dell'isola va valutato in ragione della capacità di infiltrazione laterale del petrolio. L'ideale sarebbe disporre di dati sperimentali di laboratorio con cui determinare il diametro di sicurezza dell'isola.

La tecnica e l'operatività da usare per fare crescere un'isola dalle alte profondità marine, o per costruire un grande tappo capace di bloccare la fuoriuscita di petrolio nel golfo del Messico, sono da pianificare ed eseguire con grande cautela. Io prevedo che al crescere degli strati di sassi e terra argillosa, si determinerà una dinamica per cui il petrolio formerà una bolla interna all'isola e riuscirà a fuoriuscire finchè la forza peso e l'energia potenziale dei materiali depositati arriverà ad eguagliare la notevole pressione del getto petrolifero. Dopodichè la crescita in altezza e della massa dei materiali, arresterà l'espansione della bolla di petrolio.

ALLEGATO

Io sono un Perito Chimico Nucleare cinquantenne. Questa idea di utilizzare sassi e terra argillosa sia per bloccare una fuoriuscita marina di petrolio, sia per elaborare un'arte di fare crescere un'isola dalle alte profondità marine, nasce in me da un'attuale esperienza di restauro di una casa in pietra e mattoni, in una zona collinare argillosa dell'Oltrepò Pavese. Da qualche anno sto manipolando e usando i sassi provenienti dai terreni argillosi circostanti. Abito in questa zona da dieci anni e ho potuto osservare le caratteristiche del terreno argilloso. Quando si cammina nei campi coltivati a vite, calzando gli stivali, sul terreno fradicio di pioggia, la palta e pezzi di zolle, si appiccicano agli stivali di plastica con un effetto a valanga, che costringe a frequenti soste per liberare i piedi da chili di terreno vischioso appiccicato tanto sulla suola che intorno e sopra al piede.

Questo esempio dice molto sulle caratteristiche chimico-fisiche di un terreno argilloso.

Vi propongo una considerazione: le difficoltà operative nelle alte profondità marine, fanno si che gli interventi di precisione per bloccare un getto di petrolio siano soggetti ad un alto tasso di fallimento. La mia idea di costruire un'isola o un grande tappo di ampio diametro, richiede un'operatività più semplice, di conseguenza è un'idea caratterizzata da un basso grado di fallimento.

Va da sè che collocare sul fondo dell'oceano una grande quantità di materiali inerti, dell'ordine di milioni di metri cubi, è una soluzione estrema per bloccare una grave fuoriuscita di petrolio, da adottarsi qualora ogni altro rimedio risulti inadeguato.

Arialdo
 
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